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8 Aprile 202227 Ottobre 2025Laura
045
Neuropsicologia, Psicologia

ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività) nell’adulto: come riconoscerlo e intervenire

Quando si parla di Disturbo dell’Attenzione/Iperattività, si parla quasi sempre di bambini o al limite preadolescenti.

Quasi mai si prende in considerazione come questo Disturbo possa appartenere anche all’età adulta.

Eppure sono almeno 2.000.000 (due milioni) gli adulti, in Italia, che presentano da ADHD (www.quotidianosanita.it).

ADHD nell’adulto: quali sono i sintomi?

I sintomi sono gli stessi di quelli riferiti all’infanzia ( leggi   Disturbi attentivi e iperattività )

    in più :

– disattenzione costante con evitamento di compiti in cui restare focalizzati a lungo

– disorganizzazione dal punto di vista temporale e talvolta spaziale

– impulsività

– difficoltà a stabilire le priorità

– sensazione di noia e insoddisfazione.

Probabilmente tra i vostri amici e parenti, avrete conosciuto il tipo svagato, con la testa tra le nuvole, che perde o rompe gli oggetti, tendenza a fare incidenti oppure ancora vi da buca agli appuntamenti perché non lo ha ricordato o  non riesce a finire la relazione da consegnare domani.

Può capitare a tutti di avere questi comportamenti, soprattutto se ci si trova in un periodo particolarmente stressante della vita, ma chi è affetto da ADHD , non ha solo un periodo, ma ha un comportamento costante caratterizzato dai sintomi sopra descritti.

 

 

 

A lungo andare , l’ADHD, diventa un problema invalidante nella vita adulta così come lo è in età infantile, provocando senso di disagio e inadeguatezza in chi ne è affetto.Il bambino con ADHD, una volta diventato adulto, potrebbe presentare una serie di labilità emotive e incapacità a superare i traumi e nei casi più estremi , tale senso di inadeguatezza, lo potrebbero portare a provare sostanze stupefacenti o situazioni di rischio .

Sono le cosiddette “persone irrequiete”, quelle che difficilmente tollerano la noia o l’insuccesso, che fanno fatica a mentalizzare e che molto spesso hanno crisi di collera, soprattutto davanti agli ostacoli della vita.

Da quanto tempo l’adulto deve presentare questi sintomi per poter fare ipotesi di ADHD?

Per parlare di ADHD nell’adulto, i sintomi devono essere costantemente presenti negli ultimi 6 mesi di vita e inficiare 2 o più ambiti della vita del soggetto (famiglia, lavoro, relazioni sociali e organizzazione economica).

 

ADHD nell’adulto: valutazione e trattamento

La valutazione dell’ADHD nell’adulto può essere complessa, poiché molti sintomi si sovrappongono ad altri disturbi (ansia, depressione, bipolarismo, disturbi dello spettro autistico, uso di sostanze, ecc.).
Con l’aiuto di un professionista esperto in  ADHD — psicologo o psichiatra — sarà possibile  un’indagine clinica accurata tramite colloqui e test standardizzati.

Per chi desidera intraprendere un percorso diagnostico strutturato e validato scientificamente, è possibile contattare il Centro italiano ADHD  , punto di riferimento nazionale per la diagnosi  e il trattamento dell’ ADHD in età adulta (e anche infantile).

ADHD NELL’ADULTO: approccio farmacologico

In casi molto gravi, potrebbe essere anche utile l’intervento dello Psichiatra che prescriva farmaci adeguati alla situazione dell’adulto con ADHD, soprattutto se sono presenti sintomi inerenti l’iperattività. L’uno intervento non esclude l’altro, e come sempre , quando si parla di salute mentale, è bene lavorare in equipe o in maniera congiunta ad altri professionisti.

ADHD nell’adulto: uno dei sintomi è l’incapacità a stabilire priorità

ADHD nell’adulto: la Psicoeducazione

Un intervento molto utile è quello relativo alla Psicoeducazione e al sostegno emotivo:

il primo consiste nell’educare , informando correttamente, il nucleo familiare del tipo di disturbo dal quale è affetto il loro congiunto.

La Psicoeducazione è fondamentale così da dare un significato ben preciso ai  comportamenti e intervenire con il paziente in questione per una maggiore consapevolezza.

Inoltre, attraverso la Psicoeducazione sarà possibile mettere in atto strategie per incrementare le capacità organizzative e rispondere adeguatamente alle frustrazioni lavorative e relazionali, incrementando l’autostima.

Il sostegno emotivo servirà a elaborare quelle emozioni legate al disagio mentale provocato dai sintomi dell’ADHD.

ADHD nell’adulto: intervenire con lo Yoga e la Mindfullness

Altra strada molto utile , potrebbe essere lo Yoga o la Mindfullness   (Leggi  https://www.psinfantile.com/psicologia/mindfulness-la-relazione-tra-attenzione-concentrazione-e-apprendimento-nel-bambino/ ).

Yoga e Mindfullness hanno una grande efficacia  in quanto aiutano l’individuo a centrarsi sul momento presente, nel qui e ora.

Autrice :  Laura Muscarella – Psicologa esperta in Neuropsicologia

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