LA MOTIVAZIONE IN STUDENTI CON DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO

La motivazione: cos’è?

Nell’ambito dell’apprendimento è possibile distinguere vari aspetti collegati alla riuscita ed al potenziamento delle abilità di studio. Uno degli aspetti psicologici più importanti è costituito dai costrutti motivazionali. La motivazione può essere definita come quell’aspetto dell’individuo che inizia, dirige, sostiene, l’azione umana verso una performance oppure come una forte associazione affettiva, contraddistinta da una reazione anticipata verso la finalità, basata su associazioni passate, col piacere o con il dolore. Tra i fattori che influenzano la motivazione allo studio le relazioni con i compagni di classe o le caratteristiche degli insegnanti, i loro tratti di personalità e le abilità professionali. Ed ancora altri fattori quali: la fase evolutiva, il sesso, la cultura, l’etnia, i contesti e le strategie educative, la storia di successi e insuccessi e il valore personale. L’Istat ha pubblicato uno studio dal titolo “La scuola e le attività educative”, secondo questo studio le ragazze battono i ragazzi, infatti il 38,3% delle studentesse si impegna molto nello studio mentre per i maschi tale quota si attesta al 24,9%. Se non fosse per gli aspetti emotivi, stili di vita e condizionamenti sociali, ragazze e ragazzi potrebbero ottenere identici risultati scolastici. Oltre all’influenza del ruolo familiare e del contesto scolastico, è di notevole importanza tenere in considerazione l’influenza che il contesto socio-culturale in cui crescono, vivono e interagiscono i giovani studenti può esercitare sulle loro prestazioni scolastiche.

La motivazione: cosa succede allo studente con difficoltà di apprendimento?

Lo studente che presenta difficoltà di apprendimento dovrebbe risultare assolutamente demotivato verso ogni attività che abbia a che fare con l’apprendimento, lo studio, la scuola mentre molto più motivato verso le attività extrascolastiche. Ma vi è anche una visione alternativa secondo la quale vi sono studenti che si applicano per imparare ciò che non sanno nonostante i disturbi dell’apprendimento e quindi in situazioni in cui il successo non è solo assicurato, ma è poco probabile che venga raggiunto. Per gli studenti con disturbi dell’apprendimento il successo consiste nell’ottenere giudizi positivi sulle proprie abilità, mentre l’insuccesso sta nell’essere valutati negativamente a causa delle proprie prestazioni inadeguate o insufficienti rispetto ad altri bambini e ragazzi senza disturbi dell’apprendimento che tendono, invece a concepire l’apprendimento come un’occasione per sviluppare nuove abilità piuttosto che come un’opportunità per dimostrare quanto già si sa. I ragazzi con disturbi dell’apprendimento manifestano una prevalenza di obiettivi di prestazione con orientamento ad evitare il compito. Se il successo è attribuito a sé piuttosto che agli altri o a fattori legati alla situazione, comporta una maggiore gratificazione, invece il fallimento attribuito a sé stessi induce al rimprovero.

La motivazione: il ruolo dei genitori

I genitori hanno un ruolo importante nel costruire una relazione costruttiva con la scuola. E’ importante che i genitori e la scuola collaborino, che possano riconoscere le risorse disponibili per i figli, i loro bisogni emotivi e le abilità di vita che devono sviluppare. I genitori potrebbero comprendere i loro figli, il loro stile di apprendimento, incoraggiandone i talenti, le aspirazioni e fornendo una base emotiva stabile che sarà utile per tutta la vita

La motivazione : il ruolo della scuola

La scuola deve tener conto dei bisogni del ragazzo, non deve liquidarlo attribuendogli scarsa intelligenza o povertà nell’ambiente socio culturale. Considerare i punti di forza di ciascun alunno, adattando i compiti agli studenti assicurando loro una varietà di opzioni nei materiali e nelle strategie d’insegnamento, rafforzando i punti di forza, promuovendo strategie d’apprendimento.

Diverse metodologie possono far attivare negli studenti processi cognitivi più o meno complessi e significativi. Un particolare modo di presentare un argomento disciplinare per esempio attraverso modalità trasmissive utilizzando il problem solving, attività individuali o cooperative, spiegazioni dell’insegnante o utilizzando strategie mutuate dalla flipped classroom influisce profondamente sul tipo di motivazione. Si può attivare negli studenti una motivazione rispetto all’apprendimento dei contenuti attraverso: il piacere di superare una sfida o il piacere di risolvere un problema legato alla vita quotidiana. Anche la presentazione del materiale scolastico in maniera originale come video, fotografie, testi letti da attori, canzoni incidono sull’attenzione e sulla memorizzazione dei contenuti. Non dimentichiamo che è importante instaurare un rapporto tra insegnanti e studenti basato sulla trasparenza, sulla fiducia, sulla chiarezza e sull’efficacia della comunicazione attraverso per esempio il costante feedback, la comunicazione degli obiettivi di apprendimento, l’ascolto attivo dei bisogni e degli interessi.

Autrice: Dott.ssa Marisa De Domenico, Psicologa Esperta in Orientamento Scolastico e D.S.A.

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