I DANNI DELL’EDUCAZIONE SESSISTA

“I maschi giocano con le pistole e le macchinine, le femmine con le bambole”; “Non piangere! Mica sei una femminuccia!” Non ti buttare per terra, non correre, non sudare”… E’ tramite quelli che , in psicologia, vengono chiamati “introietti genitoriali” che si condiziona la vita di milioni di bambine e bambini. I genitori prima, la scuola e la società poi, rafforzano l’idea nei maschietti di essere nati per dominare, conquistare, e in molti casi aggredire e distruggere oppure scoprire, inventare, esplorare. Alle bambine viene insegnato esattamente l’opposto: passive, emozionali, deboli e remissive. Fin da epoche lontane, tutto ciò che era femminile è stato sempre avversato , soprattutto dai poteri forti come la Chiesa. Basti pensare ad Ipazia, filosofa e matematica del 370 d.c., lapidata a morte su ordine del Vescovo Cirillo. Pensiamo alle donne definite “streghe” per le loro preziosissime conoscenze sul mondo delle piante e della Natura in generale. E arriviamo alla nostra epoca , per ricordare tutte quelle donne scienziato ebree che il fascismo non perdonò, cancellandole perfino dagli elenchi ufficiali dei radiati. E dall’altra parte, sul fronte maschile cosa succede? Un danno enorme , un torto ed una mortificazione gravissima viene fatta al bambino, che poi diventerà ragazzo che poi diventerà uomo: egli rinuncia alla parte emotiva e sentimentale di sè. Basti pensare a quanto i padri siano tagliati fuori dal mondo del neonato e a quanto vengano deresponsabilizzati sul piano paterno. Ci lamentiamo dei padri assenti, ma non si fa nulla per consentire loro la possibilità di mettersi in gioco, di sentire e sperimentarsi in questo delicato ambito. Tutto è deciso a priori. Secondo schemi già decisi da chissà chi e chissà quando. Rabbrividisco quando vedo regalare a bambine molto piccole elettrodomestici-giocattolo o addirittura trucchi: un vero e proprio addestramento a divenire quello ( e solo quello) che la società maschilista vuole: mamma e moglie. Scrive Elena Gianini Belotti: “Alle bambine viene sempre insegnato a piacere agli altri. Mai a se stesse”. E se una bimba volesse fare il meccanico, l’idraulico e il bimbo il baby sitter? Le difficoltà che incontrerebbero li ricaccerebbero nel limbo della strada “sicura”, quella decisa da altri per loro. A chi mi dice che in realtà gli stereotipi maschio -femmina stiano tramontando, invito ad osservare e sentire ciò che accade nei dialoghi tra bambini o tra un bambino e un adulto. Nella mia esperienza di baby-sitter ne ho sentite tante. Vi riporto alcune frasi. Un giorno, A.,10 anni, mentre guidavo la macchina, mi disse: ” Tu sei una delle pochissime donne che sa guidare”. Talvolta , invece, quando era nervoso o lo rimproveravo per un comportamento poco idoneo, sbottava “Voi donne non servite a nulla!” A 10 anni ha già introiettato i modelli maschilisti. Se ancora siete convinti che siano questioni sorpassate, fatevi un giro in alcuni paesi dell’entroterra siculo e chiedete cosa si dice quando nasce una femmina. Nel migliore dei casi vi diranno : ” E’ una croce”. E non saranno solo maschi a rispondervi così. Mentre , ritornando al discorso relativo che i maschi DEVONO essere attivi e le femmine DEVONO essere passive, una nonna di una bimba di 16 mesi, molto vivace e sveglia, guardandomi esclamò: ” Questa è un maschio mancato!”…. Potrei scrivere esempi infiniti, ma sono sicura che ognuno e ognuna di voi può portare almeno un esempio di affermazioni sessiste di cui è vittima o autore più o meno consapevole. Infine , un appello a quei genitori che leggono questo articolo: papà o mamma che siate, se volete costruire davvero un mondo nuovo, liberatevi dagli stereotipi che vi chiudono la mente e date ai vostri figli e alle vostre figlie un’educazione vera: facciate in modo che la bambina sia libera di correre, arrampicarsi su di un albero e giocare con la macchinina. E che il vostro bambino culli liberamente una bambola o giochi a fare il cuoco. Non alimentate le divisioni e l’incomunicabilità tra i due sessi. Abbiamo bisogno di donne e di uomini rispettosi e responsabili. Non semplicemente di maschi e femmine.

Dott.ssa Laura Muscarella

Riferimenti bibliografici: “Dalla parte delle bambine”, E.Gianini Belotti. Sotto falso nome. Scienziate italiane ebree (1938-1945); Simili Raffaella

2 commenti

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