CHE GENITORE SEI? STILI GENITORIALI A CONFRONTO

Essere genitori oggi è certamente una funzione sociale complessa, che comprende molti compiti in evoluzione lungo l’arco della vita, dalla prima infanzia all’adolescenza e poi ancora durante l’età adulta dei figli.

Tutti i genitori, infatti, in varie occasioni, avranno pensato di non essere in grado, di non essere all’altezza, di sentirsi sperduti e senza guida oppure di sbagliare, proprio perché non essendoci regole standard per crescere il figlio perfetto, è difficile a volte capire se si sta facendo la cosa giusta. Ad ogni modo, gli psicologi sono riusciti a delineare degli STILI GENITORIALI, intesi come la modalità educativa e accudente con cui i genitori svolgono le funzioni genitoriali e, in generale, si rapportano ai propri figli, in modo tale da studiarne gli effetti sugli esiti di sviluppo nei bambini.

 

Il modello di Diana Baumrind (1973) è tra i più accreditati ancora oggi.

La ricercatrice prende in considerazione due dimensioni fra loro ortogonali, vale a dire la richiesta di disciplina ai figli e il sostegno affettivo.

Se incrociate,queste dimensioni si mostrano rivelatrici di quattro diverse tipologie di genitori:

  • i genitori autorevoli, che richiedono e sostengono,
  • i genitori autoritari, che richiedono ma non sostengono,
  • i genitori permissivi, che non richiedono e sostengono,
  • i genitori disimpegnati, che non richiedono e non sostengono.
Fonte: http://eurekapsicologia.it

Fonte: http://eurekapsicologia.it

 

 

Vediamo insieme le caratteristiche di ciascuna dimensione:

 

I genitori AUTOREVOLI consentono ai figli un ampio margine di libertà, pur ponendo dei limiti, e sono invece fermi nel richiedere il rispetto di poche, ma importanti, regole; questo stile è associato a chiare manifestazioni di affetto e di calore, e alla risposta attenta ai bisogni dei figli.

 

I genitori AUTORITARI adottano uno stile rigido e assertivo, non orientato alla risposta dei bisogni; pretendono l’obbedienza e non danno spiegazioni sulle proprie decisioni (regole assolute), sono inflessibili e distaccati, usano punizioni e intimidazioni come unica forma di controllo.

 

I genitori PERMISSIVI accompagnano uno stile improntato all’affettività ad una sorta di lassismo nelle richieste disciplinari. Non offrono molte regole , sono molto tolleranti nei confronti degli sbagli, ma richiedono ai figli un grande sforzo di autoregolazione. L’assenza di regole si tramuta in una richiesta di autoeducazione.

 

I genitori DISIMPEGNATI sono motivati a fare tutto ciò che è possibile per minimizzare i costi della genitorialità, in termini di tempo e di sforzi, e nel fare ciò mantengono una sorta di distanza affettiva rispetto al figlio.

 

Gli studi, dunque, hanno mostrato che lo stile genitoriale “migliore” è quello autorevole, che risulta associato ad un’ampia gamma di esiti ben adattivi nei figli, che vanno dal successo scolastico, ad elevata autostima, alla messa in atto di comportamenti socialmente appropriati, al rifiuto della devianza, ad elevati livelli di maturità emotiva e sociale.

( Leggi anche Stili di attaccamento nel bambino e nella bambina e relazioni interpersonali future )

Ovviamente, tale modello, non deve essere letto tramite una prospettiva individualistica e assoluta, che ritenendolo un tratto specifico della personalità dell’individuo, tende a dare una scarsa considerazione dei rapporti con il contesto, le ideologie, le preferenze culturali, i fattori abitativi e socioeconomici, bensì è necessario considerare sicuramente l’età del figlio, le transizioni familiari, gli eventi (ad es. nel caso di un lutto o di una separazione, alcuni genitori tendono a modificare il proprio stile), la qualità delle relazioni che il genitore intrattiene con gli altri membri della famiglia, la risposta del figlio (ad es. un adolescente ribelle potrebbe indurre nei genitori  risposte di tipo punitivo), e il momento storico-culturale.

Se da un lato, dunque, conoscere gli stili può permettere ad ogni genitore di prendere consapevolezza sulla giusta modalità educativa da adottare, dall’altro lato, sarebbe opportuno avere l’accuratezza di contestualizzare ogni stile all’interno di una cornice più ampia e non assoluta e categorica.

Autrice: Dott.ssa Federica Di Rienzo, Psicologa dello Sviluppo

Rif. Bibliografici:   -Molinari Luisa, PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO SOCIALE, Società editrice il Mulino.

 

 

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