Giù le mani da quel tablet… oppure no?

 

Negli ultimi anni si è verificato un incremento nell’utilizzo, da parte dei bambini, di dispositivi touchscreen portatili (ad esempio, i tablet). Secondo un sondaggio del 2013 sull’uso dei dispositivi tecnologici da parte di bambini americani, il 63% dei bambini fino agli 8 anni possiede uno smartphone mentre il 40% un tablet. La quantità media di tempo trascorsa sui dispositivi tecnologici è di 67 minuti in una giornata tipo, inoltre il 58% dei genitori ha affermato di aver scaricato applicazioni per i loro figli da utilizzare su questi dispositivi.

 

bimbo

Fonte: http://gnewborn.blogspot.it/2014_12_01_archive.html

 

A questo punto ci si è chiesto se l’utilizzo di questi dispostivi tecnologici potesse assumere un valore educativo per i bambini. Gli sviluppatori di applicazioni sostengono che queste possono promuovere l’intelligenza dei bambini, aiutarli ad acquisire conoscenze specifiche e migliorare le loro prestazioni di apprendimento. Un aspetto molto importante da evidenziare è dato dalla praticità dei tablet e altri dispostivi; i bambini, infatti, possono tenerli sulle ginocchia oppure sdraiarsi sul pavimento, utilizzarli nella loro cameretta o anche stando tra i propri giocattoli preferiti, rendendoli in questo modo parte integrante della propria routine quotidiana.

Inoltre, i tablet sono costituiti da un display multimediale e interattivo che va a stimolare le aree visive, uditive, tattili ma anche il sistema sensoriale cinestetico, rimandando un feedback immediato al bambino. In questo modo i bambini, grazie all’ausilio di questi dispositivi tecnologici, imparano in tempi relativamente brevi ad esplorare, acquisire nuove abilità, e possono comportare anche una precoce alfabetizzazione.

L’apprendimento attraverso la tecnologia comporta un tipo di esplorazione non solo multisensoriale ma anche multifunzionale e nel complesso ciò rende i bambini più propensi ed entusiasti al processo di apprendimento. Nonostante i diversi aspetti positivi dovuti all’utilizzo dei tablet da parte dei bambini, il dispositivo da solo non sempre induce impegno e apprendimento. Ad esempio, un bambino può sperimentare frustrazione e noia se l’applicazione non è impegnativa e al giusto livello di difficoltà rispetto alle capacità del bambino stesso.

Pertanto l’uso ottimale del tablet per l’apprendimento durante l’infanzia, dipende non solo dalla disponibilità di applicazioni idonee ma soprattutto dal tipo di supporto ricevuto dagli insegnanti e dai genitori attraverso l’utilizzo di strumenti sia tradizionali che digitali. Un recente studio ha evidenziato come gli attuali progressi della tecnologia non siano in linea con le teorie dello sviluppo e siano di scarsa utilità per gli educatori. Questo perché la maggior parte delle “applicazioni educative” non promuovono le capacità di collaborazione e di problem solving nei bambini.

Sono stati descritti tre diversi tipi di “aiuto” (cognitivo, affettivo, tecnico) che gli insegnanti e i genitori possono mettere in atto per facilitare il processo di apprendimento.

L’aiuto cognitivo consiste nella comprensione concettuale e procedurale, così come il coinvolgimento di strategie da parte dell’adulto, nel far in modo che il bambino concentri l’attenzione sullo schermo e comprenda ciò che viene richiesto dal compito presente sul tablet (ad esempio durante la lettura di un e-book, vengono poste delle domande sul significato delle parole evidenziate nel testo e si chiede al bambino di creare una storia utilizzando un’applicazione di disegno).

Un supporto affettivo si ha quando l’insegnante o il genitore fornisce un incoraggiamento o un feedback positivo in modo tale da aiutare il bambino a raggiungere livelli sempre più elevati di apprendimento.

Si può mettere in atto un aiuto tecnico, invece, avvalendosi delle caratteristiche del tablet stesso, facilitando la comprensione e la risoluzione del problema (ad esempio utilizzando un’applicazione che fornisca un feedback dopo ogni esercizio e che aumenti di difficoltà sulla base delle capacità del bambino).

Quando il bambino ha acquisito particolari competenze, il supporto dell’adulto può essere rimosso in modo tale che possa continuare con il compito in maniera indipendente, passare ad un livello successivo di gioco, o tentare un’attività più impegnativa in cui il sostegno potrebbe essere ancora necessario per incrementare l’apprendimento e le sue capacità. È importante, però, che il nuovo esercizio debba essere legato a conoscenze esistenti nel bambino così da permettere un graduale ritiro dell’adulto.

Tutti questi esempi permettono di sottolineare come il supporto dell’adulto sia imprescindibile per il processo di apprendimento anche quando si parla di tecnologia. Infatti, alcuni insegnanti riferiscono che lasciare i bambini a interagire con i dispositivi tecnologici senza una linea guida potrebbe essere controproducente, mentre essere positivi e incoraggiare il bambino a risolvere i problemi e aiutarlo quando sorgono difficoltà, riduce la possibilità di frustrazione nei confronti di compiti più impegnativi.

Ciò indica che sono necessarie ulteriori ricerche per determinare come gli insegnanti e i genitori possano gestire al meglio i dispositivi elettronici per migliorare l’insegnamento e l’apprendimento, come ad esempio investire nella progettazione di applicazioni effettivamente educative e nella formazione degli insegnanti/genitori su come integrare gli strumenti più classici con quelli tecnologici in modo tale da supportare e far evolvere le capacità del bambino.

 

Dott. Fabio Rossi, psicologo in formazione

 

Rif. Bibliografici:

  • Wang, H. Xie, Y. Wang, Y. Hao, and J. An. Using Touchscreen Tablets to Help Young Children Learn to Tell Time. Front Psychol. 2016; 7: 1800.
  • Michelle M. Neumann and David L. Neumann. Touch Screen Tablets and Emergent Literacy. Early Childhood Education Journal. July 2014, Volume 42, Issue 4, pp 231–239

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *