Vygotskij: una importante figura nella storia della psicologia

 

Lev Semënovič Vygotskij  nasce ad Orsa in Russia nel 1896 e vive una vita breve ma intensa, difatti muore a soli trentotto anni nel 1934.

Il suo interesse per l’ambito psicologico risale alle prime ricerche sullo sviluppo psichico di bambini ciechi e sordomuti. La vera svolta avvenne però solo dopo la partecipazione al Congresso di psiconeurologia a San Pietroburgo, dove egli fa una critica al comportamentismo americano e alla riflessologia russa perché vedevano i processi psichici come una catena di riflessi.

Secondo questa elaborazione veniva a mancare quella che è ritenuta la caratteristica principale dei processi psichici: la rielaborazione cosciente.

Da qui Vygotskij fonda il suo nuovo orientamento: la scuola storico culturale. E’ importante dire che anche se essa venne ampiamente criticata, ebbe comunque una notevole ripresa alla fine degli anni cinquanta.

Il contributo che questo importante studioso dà alla psicologia dello sviluppo riguarda in modo particolare lo sviluppo psichico e sociale del bambino. Egli si prefissa di capire infatti quali sono gli effetti che il contesto sociale e culturale hanno sullo sviluppo psichico del bambino. A tal proposito, condusse innumerevoli ricerche su un campione molto ampio di bambini e fu pronto ad affermare la veridicità di questa affermazione: si è visto infatti che le funzioni psichiche dell’uomo sono strettamente legate alla sua rete sociale e culturale. Dunque, si può affermare che tutto ciò che è interiorizzato dal bambino, deriva dal suo sviluppo sociale.

Proprio per questa sua concezione dello sviluppo psichico, derivante da fattori ambientali, egli è stato sempre contrapposto ad un altro illustre psicologo del tempo: Jean Piaget.

Inoltre è doveroso affermare come la mente, secondo lo studioso, possieda molti strumenti per regolare i processi mentali.

Essi possono essere di due tipi:

  • Interni
  • Esterni

Al primo tipo appartiene il linguaggio, importante attività superiore e complessa dell’uomo. Alla seconda tipologia invece appartengono quelli che vengono chiamati da Vygotskij stimoli-mezzo. Essi rappresentano tutti quegli strumenti che vanno al di là del patrimonio genetico dell’individuo e che egli utilizza per esempio per nutrirsi o riscaldarsi.

Parlando della teoria e di questo importante studioso della psicologia dello sviluppo, non si può non far riferimento anche all’area di sviluppo prossimale.

http://gabriellagiudici.it/vygotskji-vs-piaget-il-concetto-di-collettivo-in-makarenko/

http://gabriellagiudici.it/vygotskji-vs-piaget-il-concetto-di-collettivo-in-makarenko/

Essa rappresenta un punto cardine dell’educazione odierna e rappresenta un’anticipazione che il bambino fa ciò che avrebbe fatto ad un’età successiva, anticipandone appunto le attività. Quindi abbiamo un’area di sviluppo attuale e un’area di sviluppo potenziale, che viene e può essere raggiunta dal bambino solo attraverso l’aiuto degli altri.

Vygotskij è ricordato come uno dei più importanti figure della psicologia e i suoi importanti studi hanno contribuito e hanno avuto un notevole impatto sull’educazione odierna.

 

Autrice: Eleonora Mazzitelli,Dottoressa in Discipline Psicosociali.

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