STUDI SULL’ ORGANIZZAZIONE DELLA MEMORIA: BREVE PANORAMICA

Il termine memoria indica un’innumerevole gamma di funzioni che possono comprendere il riconoscimento, la rievocazione o il riapprendimento. E’ bene dire che questi tre processi non sono separati, ma lavorano costantemente insieme.

Essa è un’abilità che il bambino possiede fin dai primi mesi di vita e che si sviluppa in modo graduale. Intorno ai sei mesi di vita l’infante è in grado di ricordare un evento solo ed esclusivamente se esso è presente o stimola la sua memoria perché il bambino non è ancora in grado di rievocare eventi in modo spontaneo.

Sono stati condotti numerosi studi sulla memoria. Ricordiamo in modo particolare lo studio di Atkinson e Shiffrin, proposto negli anni Sessanta, secondo cui la memoria consiste in un immagazzinamento di informazioni. Alcune di esse vengono trasferite nella memoria a breve termine (MBT) fino ad essere inglobate nella memoria a lungo termine (MLT). Da quest’ultima poi le nozioni vergono all’occorrenza recuperate e utilizzate per poter ricostruire fatti, pensieri o parole.

Parlando di immagazzinamento di informazioni, non si può non soffermarsi su una attività molto importante che ci permette di ricordare le cose in modo più che efficace: le tecniche mnemistiche. La più studiata è la reiterazione, una ripetizione silenziosa. Essa è importante perché permette di trattenere l’informazione per un breve lasso di tempo nella memoria a breve termine e consente il trasferimento dell’informazione dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine. Oltre a questa tecnica abbiamo l’organizzazione e l’elaborazione.

https://centromedicoeffe.it/memoria-stimolare-cervello-infanzia/

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Questi metodi di immagazzinamento evidenziano come le nostre conoscenze non vengono accumulate nella memoria a lungo termine in modo casuale, ma hanno comunque un ordine ben preciso. Molti autori si sono soffermati su quali criteri sia questa organizzazione e è emersa la distinzione tra:

  • Memoria episodica: che si riferisce all’esperienza diretta dell’individuo.
  • Memoria semantica: indica le conoscenze astratte dell’individuo.

Inoltre è importante affermare che la memoria episodica permette la costruzione dell’identità, mentre quella semantica, grazie all’aiuto del linguaggio, permette la condivisione di eventi da parte dell’individuo.

È evidente come ci sia un forte legame tra memoria e conoscenza, ma è importante dire come d’altra parte anche l’esperienza sia importante in tutto questo processo.

Un altro studio sulla memoria in campo infantile riguarda soprattutto la capacità, in termini di età, che hanno i bambini di riferire in modo accurato e preciso un determinato avvenimento. Uno studioso che si è interessato e che ha preso in considerazione questo fatto è Gail Goodman. Dai suoi studi emerge che solo a partire dai dieci anni un bambino è in grado e ha le abilità necessarie per raccontare un evento in modo accurato senza commettere errori.

Gli studi sulla memoria sono in continua evoluzione e ono fonte di nuove scoperte e applicazioni nei più svariati ambiti.
Autrice: Eleonora Mazzitelli,Dottoressa in Discipline Psicosociali.

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