INTELLIGENZA NATURALISTICA ED ESISTENZIALE: LE NUOVE INTELLIGENZE

L’intelligenza non è facilmente definibile perché non è qualcosa di delineato, ma si manifesta ed esprime attraverso un insieme di abilità.

Lo psicologo Howard Gardner, con la pubblicazione del suo libro Formae mentis, introdusse la teoria delle intelligenze multiple, secondo la quale non esiste una facoltà comune di intelligenza, bensì diverse forme di essa, ognuna indipendente dalle altre.

Le forme di intelligenza individuate da Gardner nel 1983 sono 7:

  • Linguistica;
  • Logico – matematica;
  • Spaziale;
  • Corporea – cinestetica;
  • Musicale;
  • Interpersonale;

Successivamente, nel 1999, ne individua altre due, che definisce di tipo personale: l’intelligenza naturalistica e l’intelligenza esistenziale.

Tutte queste forme di intelligenza, più o meno innate, possono essere sviluppate, favorite e potenziate tramite l’esercizio.

Fonte : http://www.asilonidounduetrestella.net/1/intelligenze_multiple_3605778.html

Fonte : http://www.asilonidounduetrestella.net/1/intelligenze_multiple_3605778.html

L’intelligenza naturalistica è la capacità di entrare in contatto con la natura. Chi ha sviluppato questo tipo di intelligenza mostra un forte legame con la natura, possiede il famoso “pollice verde”,, manifesta curiosità ed una forte propensione a prendersi cura ed osservare le varie creature viventi, è interessato ai diversi fenomeni naturali e all’ambiente. Persone con una spiccata intelligenza naturalistica è probabile che svolgano tutte quelle attività che sono strettamente collegate con la natura. Per far sviluppare tale capacità nei bambini, è molto importante trovare la presenza di uno spazio verde in modo da permettere l’osservazione e l’esplorazione diretta e multisensoriale di elementi, fenomeni, insetti e volatili; offrendo inoltre la possibilità di creare un piccolo orto avviando esperienze di semina e coltivazione, molto importanti sono anche tutte le esperienze all’aria aperta.

Gardner definisce l’intelligenza esistenziale come la premessa del pensiero filosofico, l’attitudine al ragionamento astratto, e la fa risalire all’età della pietra quando l’uomo si interrogava sulla realtà, cercando risposte su ciò che non capiva e riteneva più grande di sé. Si manifesta nella scienza, nella mitologia, nella religione, nell’elaborazione di sistemi filosofici e nelle varie forme d’arte.

L’intelligenza esistenziale rende il bambino incline alla riflessione sulle tematiche che solitamente risultano oggetto dell’indagine filosofica. La curiosità è una prerogativa dell’età infantile, infatti l’età prescolare che coincide con la scuola dell’infanzia viene spesso definita “l’età dei perché”.

Naturalmente il bambino non sa distinguere tra le domande appartenenti al mondo fisico e quello sensoriale, perciò ne formula una serie che interessa entrambi i tipi pensando che in ogni caso l’adulto abbia la risposta ad ogni sua domanda. Affinchè i bambini possano sviluppare un atteggiamento di ricerca spirituale, esistenziale ed etica è di fondamentale importanza la trasmissione, da parte dell’adulto, del fatto che non è stupido interrogarsi sui grandi perché della vita e su tutte le questioni che non danno certezze, ma anzi bisogna sforzarsi di trovare delle risposte personali, in modo da confrontarle con quelle degli altri e anche con culture diverse favorendo così un’apertura mentale ed un clima di accettazione reciproca.

Autrice: Maria Rita Panepinto, Dott.ssa in Discipline Psicosociali

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