Il sogno: un’attività psichica ancora da scoprire

 

“Sognare ha un significato come ogni cosa che facciamo”

Sigmund Freud.

 

Il sogno, da sempre ritenuto un qualcosa di ignoto e inspiegabile, è proprio per questo un argomento molto approfondito e molto affascinante. Già dall’antichità infatti esso è stato studiato in maniera molto ampia da innumerevoli autori che lo consideravano come una manifestazione del bene e del male. Oggi, invece, è propriamente considerato come il prodotto autonomo dell’attività umana e al quale dare sempre un particolare significato.

Uno degli studiosi che si occupano di studiare questa materia è Freud, uno studioso ricordato come il padre della psicanalisi. L’interesse dell’autore per questo argomento è basato sulle libere associazioni. Egli afferma che il sogno non è altro che la porta dell’inconscio di un individuo: esso è in insieme dei vissuti individuali e di stimoli sensoriali come la fame o la sete.   Egli inoltre enuncia che all’interno del sogno sono presenti delle immagini che compongono il contenuto manifesto, cioè il sogno come ci appare al risveglio, mentre i dati contenuti nei sogni invece corrispondono al contenuto latente, ossia i pensieri inconsci e rimossi. Freud, dalla narrazione del sogno stesso (il contenuto manifesto) tenta di risalire al desiderio ed alla pulsione che ne è l’origine (il contenuto latente).

 

https://www.paginemamma.it/il-sonno-dei-bambini

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L’interpretazione di un sogno viene effettuata da un terapeuta insieme al sognatore e consiste nel separare il contenuto manifesto dal contenuto latente.  Per comprendere in modo ottimale in sogno si ricorre poi alle libere associazioni, ossia una tecnica attraverso cui il paziente, in questo caso il sognatore, espone tutti i suoi pensieri senza attuare un controllo su di essi.

La prima interpretazione freudiana del sogno avviene nel 1895 e riguarda un sogno fatto dallo stesso Freud.

(Leggi http://www.psinfantile.com/dottoressa-ho-fatto-un-sogno/dottoressa-ho-fatto-un-sogno/)

Parlando del sogno non si può far riferimento al primo bisogno umano che l’individuo, già nella fase neonatale, deve soddisfare: il sonno. Sono state compiute su di esso che hanno evidenziato vari tipi di sonno: sonno leggero, sonno profondo e REM. Ogni 90 minuti circa una persona adulta passa attraverso un’attività REM. Proprio durante questa fase si verifica il sogno. E’ doveroso dire che, anche le persone che affermano di non aver sognato, in realtà lo hanno fatto, anche se al risveglio non lo ricordano. E’ stato evidenziato inoltre che il sonno ha un proprio andamento: con il passare dell’età si dorme e si sogna di meno, infatti un neonato dorme di più rispetto ad una persona anziana.

Per concludere, si può affermare quindi che il sogno è un’attività unica perché essa è diversa da persona a persona e perché è legata in modo costante al vissuto personale dell’individuo.

Autrice: Eleonora Mazzitelli, Dott.ssa in Discipline Psicosociali

One Comment

  1. Articolo molto interessante, ben scritto ed argomentato.
    Mi è stato molto utile, grazie.

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