GLI EFFETTI DELLA MUSICA SUI PICCOLI

 

Si sa che la musica è la “compagna” di tutta la vita ed è in grado di darci piacere. Al pari di cibo ed altre sostanze , la musica stimola il rilascio di dopamina, l’ormone della felicità, nel cervello. Un aspetto importante relativo alla musica ed oggetto di studio è la relazione tra musica e linguaggio, poiché entrambi vengono elaborati dai due emisferi del cervello e condividono alcuni aspetti per quanto riguarda la loro elaborazione a livello concettuale.

Recentemente sono state portate avanti diverse ricerche che mettono in risalto l’importanza della musica in età infantile. I lattanti, ad esempio, rispondono meglio alle melodie piuttosto che al linguaggio verbale e si rilassano ascoltando i suoni dolci. Nello specifico, i bambini nati prematuri soffrono di insonnia e traggono benefici dal rumore del battito del cuore materno o dai suoni che lo imitano.

https://www.piuemme.com/single-post/2017/01/19/Musica-e-cervello-scoperto-un-database-di-emozioni-collegate-al-suono

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Si è visto che la musica aiuta lo sviluppo cognitivo dei bambini ed inoltre facilita il futuro apprendimento di lingue straniere. Oltre a questi aspetti, è stato dimostrato che la musica ed imparare a suonare uno strumento diminuiscono l’ansia, migliorano il controllo sulle emozioni ed aumentano la capacità di concentrazione. Lo studio in questione è stato condotto dalla University of Vermont College of Medicine. La ricerca è stata portata avanti analizzando la correlazione tra suonare uno strumento e lo sviluppo cerebrale, hanno partecipato più di 200 bambini e ragazzi tra i 6 e i 18 anni. Ogni partecipante è stato sottoposto ad una risonanza magnetica, l’esito è stato confrontato con diversi test comportamentali effettuati precedentemente. L’intervallo di tempo trascorso tra un esame e l’altro è di circa 2 anni. Grazie a queste analisi è stato possibile dimostrare che la musica sviluppa sicuramente il cervello dei bambini, come detto prima, stimolando la memoria, l’attenzione e favorendo la capacità di pianificazione. Per dimostrare ciò sono stati messi in relazione i dati raccolti con il relativo quoziente intellettivo di ogni partecipante ed è risultato che l’utilizzo di uno strumento porta cambiamenti in diverse aree del cervello: in primis le zone motorie, grazie all’uso della coordinazione dei movimenti. In seguito, mentre il bambino suona, vi è un ispessimento delle aree cerebrali del funzionamento esecutivo, del controllo inibitorio e dell’elaborazione delle emozioni.

Da ciò è possibile evincere come per i bambini sia un’ottima opportunità imparare a studiare uno strumento o semplicemente avvicinarsi alla musica, non solo per stimolare ed esprimere la loro creatività, quanto per affinare le capacità mentali, dal momento che la musica lascia tracce sul loro cervello, tracce non dipendenti da doti innate ma, appunto, acquisite.

Autrice: Maria Rita Panepinto, Dott.ssa in Discipline Psicosociali

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