OBESITA’ INFANTILE: UN DISTURBO IN AUMENTO

OBESITA’ INFANTILE: UN DISTURBO IN AUMENTO

 

Lo stile alimentare che si ha da bambini influenza il rapporto con il cibo che si avrà da adulti, è perciò importante aiutare il bambino a rapportarsi in modo equilibrato al cibo. Le risposte che i genitori hanno rispetto i segnali del neonato rivestono un ruolo fondamentale, è importante non vivere il momento della pappa con ansia, ma con serenità. Solo così il bambino vivrà l’alimentazione come un momento di gioia, imparando a sperimentare diverse sensazioni durante l’alimentazione, come ad esempio la tensione legata alla fame e il benessere legato alla sazietà.

Le difficoltà legate all’alimentazione possono insorgere in momenti particolari, quali lo svezzamento o un breve distacco dalla madre; difficoltà che si risolvono in maniera spontanea. In altri casi, però, può insorgere un vero e proprio disturbo alimentare, ed è importante che i genitori comprendano il disagio dei bambini in casi di ipo- o sovra-alimentazione.

 

 

http://www.mc2sportway.it/obesita-infantile-6-consigli-per-non-fare-ingrassare-i-tuoi-bambini/

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L’individuazione del disagio ad uno stadio precoce fa sì che la risoluzione sia più rapida. L’obesità infantile è un problema di salute pubblica a livello mondiale che sta aumentando molto rapidamente, infatti l’OMS lo definisce come un’epidemia globale. È, altresì, un problema di rilevanza sociale, in Italia interessa 1 bambino su 3, un terzo dei bambini tra i 6 e i 9 anni risulta in sovrappeso o obeso. Il dato che fa riflettere riguarda la consapevolezza dei genitori, infatti il 38% delle madri di bambini in sovrappeso o obesi non ritiene che il figlio abbia disturbi alimentari. L’obesità infantile è “multifattoriale”, ovvero è il risultato di diverse cause e i fattori di rischio sono: una cattiva alimentazione, una scarsa attività fisica, una vita sedentaria, alterazioni ormonali e fattori legati alla famiglia.

Dal punto di vista emotivo e psicologico, vi può essere anche una continua richiesta di cibo dovuta a noia, poiché si vuole riempire un vuoto interiore appartenente più all’area delle emozioni che dello stomaco.

In questo caso il cibo allevia sentimenti di solitudine, scalda e da sollievo seppur momentaneo da sentimenti di angoscia.

 

Oltre agli effetti organici, quali malattie cardiovascolari e diabete in età adulta, l’obesità infantile e il sovrappeso producono effetti negativi a livello di autostima, si riflettono inoltre sull’immagine che i bambini hanno di loro stessi, con comportamenti tipici di queste patologie, quali: trascorrere tante ore davanti alla TV o al PC, non avere contatti con i coetanei, scarso impegno scolastico e modificazioni del carattere e del comportamento.

 

COME INTERVENIRE?

In questi casi affrontare il problema con la sola dieta risulta inefficace, è necessario un approccio comportamentale che faccia apprendere uno stile di vita corretto che contribuisca ad accrescere il livello di autostima. È importante che i bambini in sovrappeso o obesi si confrontino tra di loro, vivendo un percorso rieducativo alimentare, fisico e psicologico, in modo da dimagrire e vivere una vita sana. I rapporti dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico del 2010 sottolineano l’importanza di un approccio preventivo per affrontare l’obesità, concentrandosi sull’età infantile.  Tramite interventi  nelle scuole che coinvolgano anche le famiglie, sarà più facile  correggere le abitudini errate sin da piccoli in quanto , crescendo è necessario più tempo prima che il nuovo stile di vita si consolidi.

AUTRICE: Maria Rita Panepinto, Dott.ssa in Discipline Psicosociali

 

 

 

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