IL BAMBINO PREMATURO: IMPLICAZIONI PSICOLOGICHE NEI GENITORI

La prematurità è una condizione complessa che ha iniziato ad essere un problema per la Sanità Pubblica, soprattutto nelle società industrializzate.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si definisce bambino prematuro il bambino nato prima della 37° settimana di gestazione.
Sono molteplici i fattori che possono determinare parti prematuri:
• Età giovane della madre (<20 anni)
• Gravidanze numerose e ravvicinate
• Infezioni alle vie urinarie
La prematurità comporta nel bambino sia problemi a breve termine che problemi a lungo termine e la loro gravità è inversamente proporzionale all’età gestazionale al momento del parto. I problemi sono particolarmente gravi quando la nascita avviene prima di 34 settimane.

 

 

http://www.chiamamicitta.it/rimini-300-bimbi-prematuri-5-anni-9-10-sopravvissuti/

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La nascita prematura è un evento altamente stressante per i genitori e la famiglia, con conseguenze emotive a lungo termine: lo stato emotivo dei genitori dipende dalla condizione clinica in cui si trova il bambino; le madri avvertono uno stress maggiore rispetto ai padri, la madre infatti sente di non essere riuscita a portare a termine il suo compito generativo, questo può suscitare un senso di colpa per non essere stata in grado di portare a termine la gravidanza. A volte ad aggravare la situazione è anche l’eventuale presenza della depressione post-partum che in questo caso è molto più incisiva. Si crea quindi un duplice lutto: quello relativo alla perdita del bambino immaginario, che deve essere sostituito con il bimbo reale e quello della perdita dell’immagine di sé come “buon genitore”.

Diviene quindi di fondamentale importanza lo sviluppo emotivo-affettivo dei bambini e dei loro genitori, la qualità della relazione favorisce l’adeguato sviluppo cognitivo, linguistico e affettivo.
Studi recenti hanno dimostrato che le prime due settimane di vita del neonato sono le più critiche per la vita, i genitori vivono la loro genitorialità in uno stato di ansia. Molti genitori rispondono a questi momenti traumatici con una fase iniziale di rifiuto e una certa ambivalenza verso il bimbo: da un lato delusione e frustrazione e dall’altro angoscia e preoccupazione; il neonato non è quel bimbo che si erano rappresentati durante la gravidanza ma è pur sempre il loro bambino che ha necessità di protezione.
Il parto improvviso non trova soltanto un bambino prematuro, ma anche dei genitori impreparati e prematuri, così come il bambino non ha raggiunto un grado di sviluppo necessario che possa garantirgli la
sopravvivenza autonoma, altrettanto i genitori non hanno raggiunto ancora un grado di sviluppo affettivo, mentale, che consenta di vivere il ruolo di genitori.
Un’attenzione particolare va riservata anche alla funzione paterna durante il ricovero e il rientro a casa, in quanto fondamentale supporto dell’unità madre-bambino.
Negli ultimi anni è migliorato notevolmente il tasso di sopravvivenza dei neonati prematuri, grazie anche alla moderna scienza neonatologica, molti però devono essere sottoposti ad interventi spesso invasivi e devono essere ricoverati anche per lungo tempo; in questi casi è di fondamentale importanza lo stato psicologico dei genitori che devono stare il più possibile vicino al bambino, per alleviare il dolore, per stimolarlo e parlargli facendo sentire il loro affetto. Per questo lo stato psicologico dei genitori è un argomento molto delicato che va affrontato con cautela ed empatia.

 
Autrice: Valeria Perruso, Psicologa dello Sviluppo

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